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Questo saggio accompagna il lettore in un viaggio tra i saperi e i sapori del cibo dei poveri, cioè dei popoli del Sud del mondo e le loro religioni, tra i piatti tradizionali e le pratiche devozionali, addentrandosi nel complesso rapporto che intercorre tra il nutrirsi e il pregare. Tutte le tradizioni spirituali hanno individuato ed elencato gli alimenti permessi ai loro praticanti, in quanto utili all’evoluzione interiore, e persino i modi di prepararli e cucinarli. In un’epoca in cui è sentito da buona parte della società il “ritorno del del Sacro”, la cucina diventa un potente veicolo di comunicazione tra le persone in quanto l’azione di mangiare “il cibo degli altri” aiuta più del linguaggio scritto o parlato ad entrare in sintonia con le diverse identità religiose e culturali.
Il Cristianesimo (cattolico) a differenza delle altre religioni, per la sua natura non ortoprassica, non impone ai propri fedeli particolari restrizioni se non brevi periodi di digiuno e astinenza in alcuni periodi dell’anno.Ciò che dovrebbe caratterizzare la dieta alimentare del cristiano è però la sobrietà e la solidarietà alimentare perché l’impegno per un mondo più equo e solidale passa anche da ciò che scegliamo di portare a tavola.
In questo senso è da sottolineare il paragrafo del libro dedicato alle “Scelte alimentari dei cristiani” (p.30) secondo cui: – La scelta cosciente degli alimenti passa anche attraverso un corretto rapporto con l’ambiente e con gli altri, per cui il cristiano dovrebbe orientarsi nella direzione del salutismo e del cibo biologico. A questo tipo di alimentazione si attribuiscono infatti qualità come naturale, sana, rispettosa dell’ambiente, locale; mentre all’opposto si trovano invece tutti i prodotti trattati chimicamenti e gli ogm, che possono mettere a rischio la salute, l’ambiente naturale e i diritti dei lavoratori – (rissunto d.r.).
LA FEDE NEL PIATTO – Saperi e sapori del cibo dei poveri
Paola Bizzarri e Davide Pelanda, Edizioni Paoline, collana “Persona e Società”, 2008, pp. 151, euro 11,00 -
leggi l’intervista a D.Pelanda qui
Circolo Territoriale di Milano del Movimento per la Decrescita Felice. Siamo un gruppo di persone che desidera perseguire e diffondere i principi della Decrescita Felice nella metropoli milanese.
"Uno è ricco in proporzione alle cose di cui può fare a meno". Thoreau
admin
dicembre 16th, 2009 at 10:52
Qualcuno sa tradurre?